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Racconto erotico
Elvira si era sistemata in una camera accanto a quella di
Umberto, con le sue poche cose, che il marito aveva aiutato a traslocare dal
residence dove alloggiava. Si era integrata abbastanza rapidamente e noi eravamo
veramente contenti di lei: pratica, efficiente, disponibile. La sua presenza
inoltre non era né invadente, né ingombrante. Non aveva grosse
pretese: si era limitata a chiedere di poter vedere, in camera sua, il marito
e Tommaso, quando questi fossero venuti a trovarla. Il marito veniva un paio
di volte a settimana e di solito si tratteneva poco più di mezz’ora.
Tommaso, invece, veniva tutte le sere, dopo le otto, quando Elvira aveva,
di solito, finito le sue faccende in casa. A volte veniva con un amico o amica,
spesso da solo.
Io ero stata via quel pomeriggio, in giro con Lina, che verso le sei mi aveva
riaccompagnato a casa ed era tornata in centro.Entrai in casa, posai la borsetta
e gli occhiali da sole e mi incamminai verso la stanza di Elvira. Avevo voglia
di parlarle di un fantastico premaman che avevo visto e che desideravo acquistare.
La porta era socchiusa (come abitudine della casa). Spinsi l’uscio
e, sul letto, c’era Elvira, col culo rivolto verso di me, intenta
a succhiare un uccello, sul divanetto accanto alla porta Tommaso, seduto,
intento a gustarsi “il film”. Mi fece segno di sedermi
accanto a lui ed io, non so perché, ubbidì. Notai i pantaloni
rigonfi all’altezza della zip ed il respiro irregolare: tradivano
un’eccitazione che lui non faceva nulla per mascherare. Posai la
mano sulla sua gamba e lui mi sorrise, poi gli slacciai i pantaloni. Ma quando
feci per prendergli il cazzo e cominciare una sega, mi fermò sussurrandomi
“Accarezzalo solo, ti prego, ho altri programmi”. Mi limitai
a sfiorarglielo e a solleticargli le palle, nel mentre continuavamo a guardare
le splendide evoluzioni di Elvira, che ora si era posizionata sopra il ragazzo
impalandosi e movendosi aritmicamente. I mugoli e i sospiri crescevano d’intensità
col passare del tempo e con l’aumento della frequenza dei colpi,
fino a che, con un rantolo prolungato, il ragazzo non ci comunicò il
suo godimento che stava riversando nella figa di Elvira, la quale aumentò
ancora il ritmo per raccogliere ogni attimo di piacere, prima di abbandonarsi
sul suo amante, fradicia di umori e di sperma che fuoriuscivano, facendosi
strada tra le sue gambe.Tommaso si alzò, spostando gentilmente la mia
mano. Si sistemò i calzoni avvicinandosi al letto; accarezzò
il corpo di Elvira, ancora disteso sull’altro, le baciò la
testa dicendole: “Sei stata fantastica zia, come sempre!”Elvira
gli sorrise, tirandolo a se con un braccio e solo allora sembrò accorgersi
di me: “Oh! Buonasera signora, mi scusi… Tommaso ha voluto
presentarmi il ragazzo di sua sorella, stasera. Spero non le dispiaccia.”“Assolutamente
– risposi – Nessun problema… solo che ora….”
Non sapevo come dirlo che ero eccitata, allora sollevai la mini fino a scoprire
il biancore del perizoma che indossavo, violato da una vasta macchia umida
che si stendeva su di esso. Elvira sorrise, si alzò venendomi incontro,
mi accarezzò “A questo rimediamo subito… signora!”
Così dicendo mi coinvolse in un bacio che sapeva di cazzo e che non
fece che aumentare le mie voglie. La seguì sul letto e lasciai che
le sue mani e quelle di Tommaso mi privassero dei vestiti, mentre Mirko (l’altro
ragazzo) cercava, nell’immobilità, di ritrovare vigore. Elvira
prese a leccarmi la figa sapientemente, indugiando con la lingua sul clitoride,
stringendo le labbra sulle mie grandi. Tommaso le posizionò alle spalle
e cominciò a chiavarla, magnificando il miscuglio di liquidi che rendeva
più facile il percorso. Ero in estasi e desideravo un cazzo fortemente:
lasciai che continuassero per un po’ poi reclamai la mia parte.
Tommaso si staccò da Elvira che a sua volta si lasciò scivolare
di lato, lasciando che la figura del nipote mi sovrastasse. Tommaso mi osservò,
si accorse forse per la prima volta della rotondità del mio ventre:
lo accarezzò con dolcezza, poi “La famiglia cresce”
disse penetrandomi piano, come avesse paura di far del male alla creatura
che è in me. Elvira, chinandosi, mi baciò le labbra, poi rivolse
di nuovo le sue attenzioni a Mirko, cercando di rianimare il suo sesso con
una specie di respirazione bocca a bocca. Ero troppo impegnata ad apprezzare
le emozioni che Tommaso riusciva a trasmettermi per preoccuparmi dei risultati
delle evoluzioni di Elvira: capì che aveva avuto successo solo quando
mi ritrovai a smorzacandela sul mio partner, mentre l’altro provava
a infilarmi da dietro. Continuammo ancora a lungo nei nostri giochi, mentre
il tempo passava inesorabile. L’orgasmo collettivo nel quale scivolammo
coincise con il volto di papà che faceva capolino dall’uscio:
“Scusate il disturbo, ma stasera non si cena?”“Apparecchio
subito, signore!” si affrettò Elvira scivolando giù
dal letto e facendosi apprezzare in tutta la sua matura bellezza. Salimmo
senza rivestirci e l’aiutai a preparare la tavola. Tommaso e Mirko,
invece, si ricomposero, poi passarono su a salutarci. Feci conoscere il resto
della famiglia, mentre Elvira continuava il suo da fare. Quando arrivammo
a Lina, Tommaso fu subitoattratto anche dal suo pancino: lo carezzò
e baciandola disse “Spero potremo divertirci insieme!”
”Nulla in contrario!” rispose Lina e i due se ne andarono
mentre noi ci apprestavamo a sederci a tavola.
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